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Migrazione WordPress: come spostare il sito su un nuovo hosting o dominio (gratis)

Cambi hosting, passi a un nuovo dominio o porti online un sito costruito in locale: in tutti questi casi serve una migrazione WordPress. Fatta bene richiede meno di un’ora e il sito non perde né contenuti né posizionamento. In questa guida trovi i tre metodi possibili, la procedura passo passo con un plugin gratuito e la checklist da seguire dopo il trasferimento.

Quando serve migrare un sito WordPress

  • Cambio di hosting: il sito resta sullo stesso dominio ma passa a un server più veloce o più economico.
  • Cambio di dominio: nuovo marchio o nuovo indirizzo, con lo stesso sito.
  • Dal locale all’online: il sito è stato sviluppato sul computer (XAMPP, Local) o in staging e va pubblicato.
  • Copia per i test: un clone del sito per provare aggiornamenti senza toccare quello vero.

Prima di iniziare

  • Un backup completo del sito di partenza, file e database, conservato fuori dal server.
  • Sul nuovo hosting: spazio libero almeno doppio rispetto al sito (archivio più estrazione), una versione di PHP supportata e un database vuoto.
  • Gli accessi: pannello dell’hosting, FTP o file manager, gestione del dominio (DNS).
  • Un momento tranquillo: per un eCommerce, una fascia con pochi ordini.

Tre modi per migrare WordPress

Metodo Per chi Tempo Rischio
Plugin di migrazione Quasi tutti i siti 15–60 minuti Basso
Migrazione manuale (FTP e database) Chi ha dimestichezza tecnica, siti molto grandi 1–3 ore Medio
Migrazione gestita (hosting o agenzia) eCommerce, siti critici, poco tempo Dipende dal fornitore Basso

1. Con un plugin: il metodo più semplice

Un plugin di migrazione impacchetta file, database, temi, plugin e media in un unico archivio e lo ripristina sul nuovo WordPress, sostituendo da solo gli indirizzi. Il limite tipico dei plugin gratuiti è la dimensione dell’archivio: oltre una certa soglia chiedono un’estensione a pagamento.

Rocket Migrator è il plugin di migrazione gratuito che abbiamo sviluppato noi: esporta, importa e ripristina senza un limite di dimensione imposto dal plugin, carica i file grandi a blocchi e importa anche i vecchi archivi .wpress. Il limite reale resta quello del server: spazio, memoria e tempi massimi di esecuzione.

2. A mano: FTP e database

È il metodo classico: nessun plugin, pieno controllo, ma più passaggi in cui sbagliare. Conviene quando il sito è molto grande o il server non permette di caricare archivi pesanti.

3. Gestita: la fa qualcun altro

Molti hosting offrono il trasferimento incluso; un’agenzia segue anche DNS, email, certificato SSL e controlli SEO. È la scelta giusta per un eCommerce attivo o quando un fermo costa caro.

Migrare WordPress con Rocket Migrator, passo passo

  1. Sul sito di partenza installa Rocket Migrator da Plugin → Aggiungi plugin → Carica plugin.
  2. Apri Rocket Migrator → Export, scegli cosa escludere (cache, revisioni, file temporanei) e genera l’archivio .rocket. Scaricalo sul computer.
  3. Sul nuovo hosting installa un WordPress pulito, collegato al database nuovo.
  4. Installa anche lì Rocket Migrator, apri Import e carica l’archivio: i file grandi vengono inviati a blocchi.
  5. Attendi la verifica dell’archivio e avvia il ripristino senza chiudere la scheda.
  6. Al termine accedi con le credenziali del sito originale e apri Impostazioni → Permalink → Salva per rigenerare i link.
  7. Controlla il sito sul nuovo server prima di cambiare i DNS (con un dominio temporaneo o modificando il file hosts del computer).

Hai un vecchio backup fatto con All-in-One WP Migration? Rocket Migrator importa anche i file .wpress: trovi il confronto completo nella guida All-in-One WP Migration Unlimited Extension: alternativa gratuita.

Migrazione manuale in sette passaggi

  1. Esporta il database da phpMyAdmin (formato SQL) o con WP-CLI: wp db export.
  2. Scarica i file del sito via FTP o dal file manager, soprattutto la cartella wp-content.
  3. Crea un database sul nuovo hosting, con utente e password dedicati.
  4. Importa il file SQL nel nuovo database.
  5. Carica i file nella cartella pubblica del nuovo hosting.
  6. Aggiorna wp-config.php con nome del database, utente, password e host.
  7. Sostituisci il vecchio indirizzo se cambia il dominio, con uno strumento che gestisce i dati serializzati: ad esempio wp search-replace 'https://vecchio-dominio.it' 'https://nuovo-dominio.it' --all-tables. Un semplice «trova e sostituisci» nel file SQL rompe le impostazioni di temi e plugin.

Cambiare dominio senza perdere il posizionamento

  • Redirect 301 da ogni vecchio indirizzo al nuovo corrispondente, non tutti verso la home.
  • In Google Search Console aggiungi il nuovo dominio e usa lo strumento Cambio di indirizzo dal vecchio.
  • Invia la nuova sitemap e controlla che canonical e link interni puntino al nuovo dominio.
  • Tieni attivi i redirect per almeno un anno e aggiorna i profili esterni (Google Business Profile, social, directory).

Checklist dopo la migrazione

  • Certificato HTTPS attivo e nessun contenuto misto (immagini o script ancora in http).
  • Impostazioni → Lettura: l’opzione che scoraggia i motori di ricerca deve essere disattivata.
  • Moduli di contatto ed email del sito: invia una prova e verifica che arrivi.
  • Cache svuotata, plugin di cache e CDN puntati al nuovo server.
  • Pagamenti e ordini di prova, per un eCommerce.
  • Operazioni pianificate (backup, newsletter, sincronizzazioni) attive sul nuovo hosting.
  • Analytics e Search Console che ricevono dati.

Errori comuni e come risolverli

  • «Errore nello stabilire una connessione al database»: dati sbagliati in wp-config.php o database non importato.
  • Home ok, pagine interne in 404: rigenera i permalink da Impostazioni → Permalink e controlla il file .htaccess.
  • Errore 413 durante il caricamento: il server rifiuta file grandi; un plugin che carica a blocchi, come Rocket Migrator, aggira il problema.
  • Pagina bianca o errore 500: memoria PHP insufficiente o versione di PHP diversa; guarda il log degli errori dell’hosting.
  • Immagini mancanti: la cartella wp-content/uploads non è stata copiata del tutto o ha permessi sbagliati.

Domande frequenti

Il sito va offline durante la migrazione?

No, se lavori nell’ordine giusto: il sito originale resta online finché non cambi i DNS, e il cambio si propaga in poche ore. Per un eCommerce conviene sospendere gli ordini per il tempo dell’esportazione.

Perdo il posizionamento su Google?

Cambiando solo hosting, no. Cambiando dominio, il posizionamento si trasferisce con i redirect 301 e il cambio di indirizzo in Search Console; è normale un assestamento di qualche settimana.

Posso portare online un sito fatto in locale?

Sì: esporti l’archivio dal WordPress locale e lo importi su quello online. L’indirizzo locale viene sostituito con quello del dominio durante il ripristino.

Quanto è grande un archivio di migrazione?

Circa quanto il sito: soprattutto immagini e video. Escludere cache, revisioni e copie di backup vecchie lo riduce molto.

Preferisci che lo facciamo noi?

Seguiamo migrazioni di siti ed eCommerce WordPress dall’inizio alla fine: copia, verifica sul nuovo server, cambio DNS, email, HTTPS e controlli SEO, senza fermare il sito. Scopri hosting e migrazioni gestite oppure chiedi un preventivo: ti rispondiamo entro 1 giorno lavorativo.

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