Tradurre un sito non vuol dire solo copiare i testi in un’altra lingua. Ogni versione deve essere trovata su Google nel paese giusto, avere menu, moduli ed email nella lingua del visitatore e restare aggiornata quando cambia l’originale. Ecco come impostare un sito WordPress multilingue che funzioni anche dopo il lancio.
Prima di scegliere il plugin
- Quali lingue e per quali mercati? Un sito in inglese per «l’estero» è diverso da un sito pensato per Germania o Croazia.
- Chi traduce? Traduzione automatica rivista, traduttore professionista o personale interno.
- Cosa va tradotto? Solo le pagine principali, oppure anche blog, prodotti, moduli ed email automatiche.
- C’è un eCommerce? Prodotti, varianti, carrello e messaggi del checkout richiedono un plugin compatibile con WooCommerce.
I plugin più usati
| Plugin | Come funziona | Da sapere |
|---|---|---|
| Polylang | Una pagina per lingua, collegate tra loro, gestite dal pannello di WordPress | Il nucleo è gratuito; la versione Pro aggiunge traduzione automatica con DeepL, slug tradotti ed esportazione XLIFF; per WooCommerce serve un componente aggiuntivo |
| WPML | Una pagina per lingua, con traduzione delle stringhe di temi e plugin | Solo a pagamento; molto completo, anche per WooCommerce |
| TranslatePress | Si traduce direttamente sulla pagina, in modo visuale | Versione gratuita su WordPress.org; traduzione di slug e meta SEO nelle versioni a pagamento |
| Weglot | Servizio in abbonamento: traduce e ospita le traduzioni sui suoi server | Si attiva in fretta; il costo cresce con parole e lingue |
Per siti aziendali che devono durare nel tempo preferiamo soluzioni con una pagina vera per ogni lingua, come Polylang o WPML: i contenuti restano nel tuo WordPress e la SEO è più controllabile. Questo sito, per esempio, è in italiano, inglese e croato con Polylang.
Traduzione automatica o professionale?
La traduzione automatica oggi è un buon punto di partenza, ma per le pagine che vendono (home, servizi, schede prodotto) serve una revisione da parte di chi conosce la lingua e il mercato. Un testo tradotto «parola per parola» si riconosce, e fa perdere fiducia proprio dove dovrebbe convincere.
La SEO di un sito multilingue
- Un indirizzo per lingua, per esempio
/en/e/hr/, mai la lingua che cambia sulla stessa pagina. - hreflang: dice a Google quali pagine sono la stessa cosa in lingue diverse. I plugin seri lo inseriscono da soli; va controllato.
- Slug, titoli e meta description tradotti, non solo il testo della pagina.
- Parole chiave per ogni mercato: in un altro paese si cerca in modo diverso (vedi ricerca delle parole chiave).
- Sitemap con tutte le lingue, da inviare a Google Search Console.
Le cose che si dimenticano
- menu, piè di pagina e pulsanti;
- moduli di contatto, messaggi di errore e pagine di ringraziamento;
- email automatiche (conferme d’ordine, notifiche);
- banner dei cookie e pagine legali;
- immagini con testo e testi alternativi;
- nuovi contenuti: chi traduce gli articoli che pubblicherai domani?
Checklist prima di pubblicare
- Ogni pagina ha la sua traduzione collegata e il selettore lingua porta alla pagina giusta.
- hreflang e sitemap verificati.
- Moduli provati in tutte le lingue, con email che arrivano nella lingua corretta.
- Nessun testo rimasto in italiano nelle versioni straniere.
Realizziamo siti multilingue con WordPress e WooCommerce, traduzioni comprese. Vedi realizzazione sito web o raccontaci il progetto con il percorso guidato.



